1. Quando è necessario controllare la vista?
I problemi visivi per essere individuati necessitano di controlli e cosa ancora più importante, è che tali controlli vengano effettuati con una certa frequenza. Fondamentale è fare il primo controllo quando si è molto piccoli entro i tre anni di vita, e soprattutto quando si è bambini con una frequenza di almeno una volta all’anno. Questi controlli è bene che vengano effettuati dagli oculisti, perché ci assicurino dell’integrità dell’occhio. Man mano che si cresce i controlli possono essere eseguiti, sempre una volta l’anno o ogni due anche presso degli optometristi che possono valutare l’efficienza del sistema visivo. Quando si diventa più adulti o anziani ritorna fondamentale e necessaria la visita dell’oculista per prevenire e curare eventuali patologie più frequenti con l’avanzare dell’età.
2. Che cosa è la presbiopia?
La presbiopia è senz’altro un problema visivo che interessa tutti, perché coinvolge tutte le persone adulte che superato i 40/45 anni. Ma cosa è la presbiopia? È essenzialmente un problema ottico per cui la messa a fuoco degli oggetti vicini non è più sufficiente. Nel nostro occhio un fenomeno fisiologico avanza: il cristallino tende ad indurirsi (sclerotizzarsi) con l’età , ed indurendosi non può più schiacciarsi o modificarsi plasticamente per permettere la messa a fuoco di oggetti vicini. Cosa avverte quindi il soggetto presbite? Avverte difficoltà nel leggere, nel riuscire ad individuare i numeri da un elenco telefonico, caratteri molto piccoli sui giornali, stancarsi facilmente durante i lavori a distanza ravvicinata ecc. Come si corregge la presbiopia? Con la tecnologia di oggi la scelta è molto ampia: si può spaziare da una semplice lente monofocale, ovvero una lente preposta solo per mettere a fuoco da vicino, oppure esistono delle nuove lenti che vengono dette lenti “a supporto accomodativo”, montate su normali montature intere ( non le classiche “mezze lune”) hanno una doppia focale: una per la distanza nella zona alta ed una leggermente più potente nella zona bassa per la visione da vicino. La terza soluzione è quella sicuramente più adatta a coloro che hanno già un altro problema visivo: sono le cosiddette multifocali o progressive che permettono una messa a fuoco sia da lontano che da vicino e nelle zone intermedie.
3. Quali sono i difetti visivi più semplici?
I difetti visivi più comuni dell’occhio umano sono essenzialmente due: la miopia e l’ipermetropia. In un occhio miope la causa del difetto visivo è data dal fatto che il fuoco viene a cadere prima del fondo retinico. Per correggere questo difetto visivo ( rifrattivo) abbiamo bisogno di lenti negative, ricordate le lenti dei miopi sono lenti che danno un effetto rimpicciolente, ovvero sono lenti che abbassano il potere rifrattivo dell’occhio ed assicurano la messa a fuoco delle immagini sulla retina in modo più preciso. Nell’ipermetrope accade esattamente il contrario. L’occhio ipermetrope è un occhio meno potente della norma per cui il fuoco va a cadere oltre la retina. Per correggere questo difetto visivo abbiamo la necessità di lenti positive che danno un effetto ingrandente. L’effetto è di riavvicinare le immagini sulla retina così come accade agli occhi emmetropi che appunto sono i più fortunati, ovvero coloro i quali non hanno alcun difetto visivo perché le immagini nella messa a fuoco cadono perfettamente sulla retina.
4. Come devono esser gli occhiali per i bambini?
Funzionalità, estetica o robustezza questi sono i dubbi di tutti i genitori quando devono scegliere un occhiale per il proprio bambino. L’occhiale va scelto soprattutto in funzione dell’età. I bambini molto piccoli, intorno l’anno di vita, gli occhiali devono essere preferiti quelli in gomma o comunque morbidi: praticamente indistruttibili e indeformabili. Con l’aumentare degli anni possiamo iniziare a far scegliere montature più tradizionali eventualmente ben ancorate dietro le orecchie con aste flessibili. Crescendo ancora, i bambini potranno scegliere montature sicuramente sempre più carine, e grazie alle tecniche moderne di costruzione realizzare occhiali veramente belli e sottili (anche con difetti visivi importanti). Onde evitare allergie ed irritazioni, un’altra caratteristica molto importante è di scegliere montature con poco metallo a contatto della pelle, sono da preferirsi sempre montature con aste e terminali rivestiti in plastica. Sicuramente per i bambini le lenti devono essere infrangibili ovvero in plastica, potremo inoltre aggiungere dei trattamenti particolari come l’antigraffio per garantire più a lungo la durata delle superfici della lente, potremmo anche aggiungere trattamenti anti raggi blu e trattamenti di antiriflesso anche se questi trattamenti rendono la superficie molto delicate e sicuramente poco adatte alla manipolazione dei bambini.
5. Cosa è l’astigmatismo?
L’astigmatismo è un difetto rifrattivo abbastanza ricorrente e semplice anche se molto difficile da correggere. Cerchiamo quindi di spiegarlo in poche parole: l’astigmatismo è quella situazione dell’occhio in cui i due meridiani della cornea sono diversi, ovvero la superficie anteriore non è perfettamente sferica. Quindi possiamo dire che il raggio di curvatura del meridiano orizzontale è diverso da quello verticale. Questo significa che le immagini che si andranno a formare in questo occhio saranno delle immagini abbastanza deformate e distorte, proprio perché non vi sarà un solo punto focale ma un doppio fuoco in funzione delle due linee focali principali. Per poter evidenziare soggettivamente gli astigmatismi gli oculisti e gli optometristi utilizzano una raggiera (tipo un orologio) infatti ogni volta che si noteranno dei raggi più neri o più sbiaditi è il segno che si tratta di un occhio con dell’astigmatismo.Come correggere l’astigmatismo? L’astigmatismo si corregge mettendo le due focali sullo stesso livello, ciò è possibile con lenti cosiddette toriche che hanno un differente potere diottrico sui due meridiani. Grazie a queste lenti pertanto sarà possibile rimettere le focali a “posto” sulla retina ed avere un’ottima… visione !


6. Cosa sono i “decimi” di visus?
Dieci decimi… quante volte abbiamo sentito queste parole, e quante volte abbiamo visto quelle famose tabelle decimali (le dieci righe di lettere) pensando che con queste tabelle andassimo a misurare il nostro difetto visivo: eppure ciò è un grande equivoco! Il visus misurato in decimi non è altro che la risoluzione migliore dei nostri occhi: per risoluzione si intende la capacità di distinguere il bianco dal nero, quindi l’angolo visuale che sottende un carattere di una lettera molto grande è sicuramente maggiore di quello sotteso da un carattere molto più piccolo. Quindi i decimi di visus indicano in definitiva la funzionalità del nostro occhio e non il suo difetto visivo ! È possibile che un occhio con un difetto visivo molto grande, una forte miopia per esempio, corretto in maniera opportuna possa raggiungere un ottimo visus, arrivando anche ai 10/10; così come può accadere che un occhio con un difetto visivo molto basso non riesca a raggiungere più di 2-3/10, ovvero avere un visus molto scarso. Quindi la capacità del visus ed il difetto visivo di refrazione sono due cose completamente diverse. Possiamo, concludendo, usare una metafora: il visus potrebbe essere la velocità alla quale corre un’autovettura per cui due auto di cilindrata “1000” possono raggiungere velocità diverse, così come due occhi, con tre diottrie di miopia, possono funzionare in maniera… diversa!
7. Cosa sono le lenti progressive?
Le lenti progressive sono senz’altro le lenti oftalmiche più rivoluzionarie che oggi ci siano: praticamente sono lenti adatte a correggere contemporaneamente difetti visivi sia da lontano che da vicino nonché nelle distanze intermedie. Ma vediamo ora come è fatta una lente progressiva: la parte superiore è destinata alla visione da lontano, nella zona di passaggio intermedia abbiamo una correzione per medie distanze ed infine nella zona più bassa avremo la messa a fuoco migliore per vicino. Capito il loro obiettivo bisognerà scegliere quale design è più appropriato al proprio stile di vita se preferire lenti per una vita dinamica sempre in movimento, oppure per una giornata passata davanti ad un PC ed in ufficio. Quindi è molto importante una scelta appropriata all’uso che se ne deve fare conoscendo sia i vantaggi che gli svantaggi. Le moderne lenti progressive sono ormai molto evolute ed assolutamente personalizzabili non solo per lo stile di vita, ma anche per la montatura che si sceglie. L’adattamento è soggettivo, per alcuni solo di poche ore per altri di alcuni giorni, se invece si protrae è indispensabile coinvolgere l’ottico optometrista per individuare le cause e risolverle per il meglio.
8. Il miope deve togliere gli occhiali da vicino?
Questa domanda è sicuramente troppo generica per poterne dare una risposta chiara e precisa. Tanto per cominciare bisognerebbe prendere in considerazione almeno due fattori: bisogna capire la quantità di miopia e soprattutto l’età del soggetto. Infatti è ammissibile che in casa o al PC non si usi l’occhiale quando parliamo di miopie molto lievi non superiori ad una diottria (1,00 DT). Quando la miopia è superiore sconsigliamo di togliere l’occhiale se non c’è stata una prescrizione specifica ed uno specifico esame che abbia rilevato le capacità accomodative del soggetto e qual è la refrazione di questo miope al punto prossimo, ovvero da vicino. Bisogna appunto conoscere questo dato per poter dare una corretta risposta se togliere gli occhiali da vicino oppure no!
9. Guardare la televisione fa male?
Sicuramente tutti i genitori si pongono questa domanda ogni qualvolta vedono i loro bambini “attaccati” davanti ad uno schermo. Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto fare una distinzione: bisogna specificare a quali monitor e-o a quale televisione ci riferiamo, perché se parliamo di vecchi modelli questi avevano un emissione di onde elettromagnetiche e raggi ultravioletti dannosi per la visione sicuramente molto maggiori di quelli attuali, gli schermi di oggi sono sicuramente di una qualità decisamente superiore di una volta: hanno quasi tutti una superfici anti-riflettente e sono come si suole dire a “bassa emissione” di radiazioni, il che sicuramente è già una buona protezione. La seconda cosa importante è la distanza, capite bene che se un bambino si pone davanti alla televisione a 50 cm. o ad 1 Mt. Ha sicuramente un impatto di radiazioni maggiori di un bambino che si pone ad una distanza di 2- 3 Mt. Una regola molto empirica che vi consiglio per calcolare la distanza ottimale è quella di calcolare la diagonale del vostro televisore e moltiplicarla per quattro/cinque volte. Quindi se si tratta di un piccolo televisore da 15 pollici la sua diagonale sarà di circa 40 cm. che moltiplicata per 4 volte danno circa 1.6/2 Mt. distanza ideale per guardare quel televisore . La terza regola è il tempo: sotto i due anni niente TV, dai 2 ai 5 anni non più di 1 ora al giorno, dai 6 ai 10 anni (e più) non più di 2 ore. La quarta regola importante è che non bisogna mai guardare la tv a luci spente nell’ambiente: accendere sempre una luce diffusa nell’ambiente farà godere a voi adulti dei bei film e ai vostri bambini degli splendidi cartoni animati!
10. Cosa sono le lenti con antiriflesso?
Le lenti con antiriflesso sono delle lenti con un trattamento particolare, inventato qualche decennio fa per i forti miopi, quelli che purtroppo avevano delle lenti molto doppie, per ridurre un pochino l’effetto dei famosi “giri”, ovvero quegli antiestetici riflessi circolari che si notano tutt’intorno alle lenti. Ma vediamo ora di cosa si tratta: La lente viene trattata sia sulla superficie anteriore che su quella posteriore applicandone svariati strati di ossidi in genere sette strati depositati con una tecnica molto sofisticata in ambiente ad alto vuoto. Pertanto, alla fine del trattamento la superficie della lente risulta quasi vellutata e non si formerà alcun riflesso che di solito si forma su qualsiasi superficie speculare. Quali sono i vantaggi e quali sono gli eventuali svantaggi? I vantaggi sono sicuramente quelli di avere una visione più limpida, avrete l’impressione di non avere nulla davanti agli occhi, sia le luci che le immagini attraverseranno il mezzo ottico senza fastidiosi riflessi e riverberi. L’unico svantaggio, che le ditte produttrici stanno cercando di minimizzare, è il fatto che la lente con l’antiriflesso si sporca o si imbratta più facilmente di una lente normale. Possiamo dire che si tratta di una lente un po’ più delicata che necessita di più cure ed attenzioni ma certamente garantirà una visione migliore!
11. Cosa sono le lenti fotocromatiche?
Le lenti fotocromatiche sono state inventate molti anni fa per proteggere gli occhi dalle radiazioni ultraviolette in modo dinamico. Sono lenti che diventano più scure in funzione dei raggi ultravioletti. Se noi poniamo queste lenti sotto radiazioni solari dirette, ovvero esposte ai raggi ultravioletti, diventano più scure. Viceversa, rientrando in un luogo chiuso o di sera ritornano automaticamente chiare. Quindi questa lente è una lente che passa dal chiaro allo scuro in funzione appunto dei raggi U.V.: pertanto la sua caratteristica è quella di proteggere l’occhio sempre alla stessa maniera. Una volta queste lenti esistevano esclusivamente in cristallo pertanto avevano gli svantaggi di tutte le lenti in cristallo: erano pesanti, potevano rompersi e per determinati casi potevano essere addirittura pericolose. Da molti anni sono entrate in commercio delle lenti fotocromatiche in materia organica, ovvero in plastica, che conservano le caratteristiche del fotocromatismo ovvero diventano scure con il sole ed offrono il vantaggio di essere leggerissime ed infrangibili.


12. Cosa sono le lenti a contatto giornaliere o “one day”?
Sono delle lenti a contatto che proprio per la loro durata sono state denominate in inglese “One Day” appunto di un giorno. Esistono quasi per tutti i difetti visivi ed anche multifocali. Non hanno necessità di liquidi conservanti e possono essere indossate per qualche ora o, l’intera giornata e poi gettate. La caratteristica di queste lenti a contatto è che sono delle lenti a contatto morbide, ad alta idratazione, assolutamente confortevoli che vanno a soddisfare l’esigenza di chi porta tranquillamente occhiali ma in alcune situazioni vuole essere più libero: nello sport, in discoteca, in occasioni ed eventi particolari, il sabato e/o durante le feste ecc. ecc. In queste occasioni basta avere uno scatolino di queste lenti pronte ad essere applicate nel momento in cui necessitano. Un secondo motivo è una assoluta intolleranza ai liquidi conservanti: queste lentine sono sterili sigillate solo con soluzione fisiologica. Quindi il massimo dell’igiene, il massimo della sicurezza, il massimo della praticità!
13. Cosa sono le lenti polarizzate?
Da molti anni si parla di lenti polarizzate, infatti una famosa azienda, la POLAROID, ha legato il suo nome al brevetto di questo prodotto. Le lenti polarizzate sono delle lenti che all’interno della loro struttura hanno una gabbia di molecole che praticamente permettono alla luce di passare solo in una certa direzione, appunto dove non ci sono le sbarre, fate finta che una fonte luminosa debba passare attraverso una ringhiera, alcuni raggi passano altri raggi non passano e proiettano la loro ombra. All’atto pratico questo cosa significa? Significa eliminare le tante radiazioni che entrano nel nostro occhio in maniera disordinata e che quindi creano disturbo, riflessi e fastidio. Quindi le lenti polarizzate hanno un grande beneficio sul nostro occhio, per esempio se guardiamo la superficie del mare con una lente polarizzata oppure con una lente da sole qualsiasi: l’effetto cambia moltissimo, perché la lente polarizzata ci elimina tantissimo il riflesso che si forma sulla superficie del mare (ci permette di vedere il mare più trasparente di quello che normalmente vediamo) mentre la lente non polarizzata attenua solo l’intensità della luce. Queste lenti grazie al loro principio vengono utilizzate oltre che in ottica anche in tanti altri campi: dagli schermi dei display di PC e smartphone, agli aerei, alle lenti per macchine fotografiche ecc.; è possibile costruire anche delle lenti correttive dei più diffusi difetti visivi. Quindi soltanto delle lenti polarizzate potranno permetterci una visione migliore, particolarmente riposata ed efficace contro i riflessi ed i bagliori.
14. Cosa sono gli occhiali da lettura “premontati”?
Questo termine è entrato nel linguaggio comune da quando gli occhiali graduati sono entrati nelle farmacie, nei supermarket, negli autogrill, nei tabacchini e quindi questo ampliamento del mercato ha voluto trasformare un occhiale che nasceva come lente correttiva per un difetto visivo, quale è appunto la presbiopia, in un occhiale con lenti semplicemente da lettura quasi come una lente ingrandente. In commercio come voi ben sapete ce ne sono di tantissimi tipi soprattutto molto economici: da veri monoblocchi in plastica fino a degli occhiali molto di moda. Quali sono i vantaggi e quali sono soprattutto gli svantaggi? Si tratta sempre di occhiali estremamente economici ma con lenti di bassissima qualità ottica. Ma perché esistono e vengono commercializzati questi occhiali? La normativa UE riproposta nel 2017 autorizza la vendita di questi prodotti solo per il difetto “semplice” di presbiopia vietandone l’uso per lontano ed alla guida hanno potere uguale e “centrature standard” non sono presidii medico – chirurgici. Questi occhiali nascono come occhiali di scorta o di emergenza solo per lettura e solo da vicino. Un occhiale di questi va molto bene se utilizzato per un tempo molto limitato, ma certamente non potrà mai sostituire un occhiale costruito e montato secondo la “centratura” dei vostri occhi (ovvero la distanza fra i vostri “due” occhi, molto diversa tra una persona ed un'altra) ed alla luce di un fatto statistico semplicissimo: il 73% della popolazione ha una differente correzione da un occhio rispetto all’altro. Pertanto un prodotto standard come questo è un aiuto, “una ruota di scorta” ma non è certo il “pneumatico” principale per la vostra macchina… ovvero per la salute ed il benessere dei vostri occhi!
15. Cosa sono le lenti antigraffio?
Parlando di lenti oftalmiche organiche, quelle infrangibili, spesso compare l’aggettivo “antigraffio” ovvero quel trattamento consigliato per rendere la lente oftalmica più resistente ai graffi. Questo trattamento non è altro che un rivestimento superficiale effettuato o per spruzzo o per immersione a bagno, varia a seconda delle aziende, al fine di rivestire con una speciale pellicola indurita le due superfici della lente che avranno la funzione di evitare che questa si righi facilmente e più velocemente. Quindi sarebbe più corretto parlare di trattamento “indurente”. Infatti, spesso accade che una lente non trattata poco tempo dopo, anche solo per la pulizia quotidiana, si riempi di micrograffi e si opacizzi, per non parlare dei graffi conseguenti di eventuali cadute accidentali. Con un buon trattamento antigraffio o indurente la lente è solitamente 10/12 volte più resistente ai graffi rispetto ad una lente organica non trattata, questo significa che avrete 12 possibilità in più di resistere a quei micrograffi. Questo trattamento permetterà di avere una lente trasparente e otticamente perfetta più a lungo e non sarete costretti a cambiarle per questi spiacevoli inconvenienti.
16. Cosa sono i liquidi per lenti a contatto?
I “liquidi” per contattologia sono i prodotti utilizzati per la loro manutenzione: il prodotto più diffuso in contattologia è sicuramente il conservante. Il conservante è quel liquido dove noi riponiamo le lenti a contatto per la notte soprattutto: serve per disinfettare la lente, quindi, è fondamentale per la salute dei vostri occhi. Va sempre raccomandato di sostituire il prodotto ogni sera, perchè finisce la sua azione nell’arco della notte, pertanto se non sostituito, la notte seguente non ha più il suo potere disinfettante ! I sistemi di disinfettanti sono tanti, sono soprattutto chimici e si basano sui principi molto sicuri, assolutamente non tossici perché le molecole di questi prodotti sono molecole più grandi dei pori del polimero delle lenti a contatto per cui non si infiltrano sulla lente a contatto e di conseguenza la lente a contatto non può riportarle sull’occhio. Esistono anche dei prodotti conservanti al perossido; questi prodotti sono dei prodotti che necessitano di un sistema catalizzante ovvero il perossido sapete quella che noi volgarmente chiamiamo “ acqua ossigenata”, non potrebbe mai andare a contatto dell’occhio se non ci fosse qualcosa che trasforma il perossido in soluzione salina. Sono dei prodotti estremamente efficaci da un punto di vista della disinfezione, bisogna però stare un po' più attenti nel sistema di catalizzazione per evitare spiacevoli inconvenienti. Altri prodotti, poco utilizzati da quando sono diffusi prodotti multiuso, sono il detergente e la soluzione “salina” specifici per una manutenzione più accurata soprattutto con LAC semirigide o più correttamente dette gas permeabili.
17. Cosa sono le lenti a contatto “semirigide”?
Parlando di lenti a contatto a volte abbiamo sentito parlare di lenti a contatto semirigide; questo aggettivo ci ha fatto sempre pensare che fossero delle lenti a contatto un po' meno morbide delle solite, diciamo un po’ flessibili! Possiamo dire che il termine è improprio perché per semirigide si definiscono le lenti a contatto costruite con polimeri gaspermeabili. Gaspermeabile significa che attraverso la “lentina” passa l’ossigeno, che è la cosa fondamentale per la fisiologia corneale e per la loro sopportabilità; per cui una lente a contatto semirigida esteticamente parlando è molto simile ad una lente a contatto rigida. Quindi non ha delle grandi differenze né di geometrie né di grandezza, la differenza appunto è per il fatto che essendo permeabile l’ossigeno, permette una maggiore sopportazione e quindi permette all’occhio di sopportarla per molte più ore. Le LAC gaspermeabili (l’acronimo è RGP) bisogna lasciarle sempre a bagno di una soluzione conservante (e disinfettante) perché la superficie è trattata in modo tale da essere bagnabile e garantire maggiore sopportabilità. È una lente che comporta un’applicazione più lunga e sempre personalizzata, necessita di un periodo di adattamento maggiore, però è l’unica soluzione in casi di astigmatismi forti nonché scelta esclusiva per astigmatismi irregolari o cheratoconi.


18. HA DEI Consigli per acquistare un buon occhiale da sole?
Anche per scegliere un occhiale da sole è necessaria la professionalità e il consiglio del vostro ottico optometrista, perché gli occhiali da sole sono molto importanti nel processo visivo, perché hanno sia la funzione di ridurre il flusso luminoso che l’esposizione soprattutto ai raggi ultravioletti. Discipline e regolamenti UE, ha imposto su tutti gli occhiali da sole in commercio, ovviamente nei negozi di ottica (e non sulle bancarelle) l’obbligo di essere tutti con barriera agli UV sotto i 400 nm. Ma come possiamo scegliere un occhiale da sole certi che possano essere gli occhiali da sole adatti per noi? Bisogna ricordarsi che anche nella scelta dell’occhiale da sole, dobbiamo un po' capire se il vostro occhio ha una tendenza miopica o ipermetropica. Anche quando non si portano occhiali “graduati” e non si hanno problemi visivi è possibile che il vostro occhio probabilmente abbia una di queste due tendenze! Scegliete delle tonalità grigio-verde se il vostro occhio è assolutamente emmetrope, ancora più grigio-verde se ha una tendenza ipermetropica mentre sono preferibili tonalità calde sul marrone, sul marroncino, sul nocciola, sul bruno, quando il vostro occhio ha delle tendenze miopiche: queste tonalità vi aiutano a correggere, molto meglio il vostro difetto visivo anche se non è manifesto.
19. Come pulire gli occhiali?
È un interrogativo che a noi ottici optometristi viene continuamente riproposto. Vi sono diversi prodotti in commercio, persino nei supermarket, sono facilmente reperibili fazzolettini imbevuti e così via. Il mio personale giudizio è che questi prodotti sono sicuramente validi, ma molto limitati nella loro utilità per il semplice fatto che nel momento stesso in cui puliscono lasciano comunque uno strato di un prodotto che non fa altro che facilitare nuovamente lo sporcarsi dell’occhiale. I nostri consigli: di lavare l’occhiale con il sapone, quello delle mani, ovviamente sotto il getto dell’acqua, ciò permette di evitare lo strofinio; perché lo strofinio è il rischio maggiore per le lenti perché possono graffiarsi, invece, sotto il getto dell’acqua la polvere va via, e quindi non si corrono questi rischi. Il sapone è invece un ottimo detergente, per cui sgrassa la lente che sicuramente nell’arco della giornata, tra il sudore e la vicinanza alla pelle e tutto il resto, si sarà sicuramente sporcata. L’altro consiglio è quello che quando si è fuori casa conviene utilizzare dei pannetti speciali in microfibra. Perché si chiamano in microfibra? Perché la tessitura è molto serrata, tanto è vero che se noi tiriamo il pannetto non noteremo delle smagliature nel tessuto. Qual è il vantaggio di queste microfibre? Permettono di pulire e contemporaneamente di raccogliere (nelle microfibre) lo sporco che vi è sulla lente e trattenerlo. Questo significa che si possono pulire parecchie volte gli occhiali e, quando il pannetto inizia a diventare sporco, può essere tranquillamente messo in lavatrice e riutilizzato nuovamente; quasi tutte le microfibre sono garantite per un anno di lavaggi, per cui per un anno potrete avere un pannetto efficiente che vi garantirà un occhiale più pulito e una visione migliore.
20. Cosa si intende per occhio pigro o ambliope?
Spesso sentiamo parlare, soprattutto nei bambini, di occhio “pigro”. Per tutti è chiaro che un occhio pigro è un occhio che “non funziona” bene; quindi, che non raggiunge i famosi diedi/decimi, cioè non riesce a leggere la tabella fino all’ultimo rigo. Il termine più scientifico è occhio ambliope, quindi un occhio che non raggiunge il massimo della sua funzionalità nonostante la migliore correzione con occhiali. Cosa si fa per un occhio pigro? Ovviamente è indispensabile il ruolo dell’oculista e dell’optometrista per tentare di stimolare questo occhio che ha deciso di non voler funzionare bene. Il primo metodo utilizzato, che ancora oggi continua ad essere prescritto, è quello del bendaggio. Ovvero il bambino che ha un occhio pigro, di solito occlude l’occhio che funziona meglio e si fa lavorare di più l’occhio pigro. Questo è un sistema cosiddetto passivo. Ovviamente a seconda della grandezza del bambino, se è molto piccolo o molto grande, si adottano vari sistemi di occlusione. La scienza ovviamente va avanti ed oggi si utilizzano vari sistemi di stimolazione “attivi” basati su sistemi elettronici come le stimolazioni Flicker oppure con software specifici che stimolano in particolar modo la zona foveolare. Infatti, la foveola centralis è quella parte dell’occhio centrale che ci permette di raggiungere un visus di dieci decimi. Altri sistemi si basano su stimolazioni neurali con particolari stimolazioni neuro-visive di tipo “target Gabor” con orientamenti spaziali randomizzati.
21. Cosa è la miopia notturna?
Sappiamo che i miopi di sera hanno più problemi e quindi abbiamo sempre detto che la sera subentra uno stato di miopia “aggiunto”, ma perché questo accade? Accade semplicemente per due fattori. Uno, perché il livello di luminanza basso, genera delle radiazioni che si vanno a focalizzare in un modo molto simile a quello di un miope, per cui l’occhio di fatto assume una focalità più simile a quella di un occhio miope. Ma c’è anche un altro motivo che spesso fa scambiare l’abbassamento rifrattivo del difetto visivo, con un abbassamento di visione. Nel momento in cui noi siamo di sera, la nostra pupilla automaticamente si dilata. Quando si dilata la pupilla, ovviamente viene meno quell’effetto diaframma che crea una compensazione della messa a fuoco sulla vostra retina e diminuisce la profondità di campo. I fotografi sanno bene che se noi usiamo un diaframma stretto, cioè un’apertura molto piccola, abbiamo una profondità di campo maggiore. Se un soggetto è lievemente miope in pieno sole non avrà alcun problema, ovviamente di sera sarà più miope ed avrà sicuramente più problemi!
22. Allergie e lenti a contatto?
L’inizio della primavera è sicuramente una stagione splendida, splendida per tutti tranne per i portatori di lenti a contatto che soffrono di congiuntivite allergiche. Il consiglio degli oculisti e dei contattologi dato in prima battuta è certamente quello di ridurre drasticamente il numero di ore giornaliero di porto delle lenti a contatto; però sapete bene che il portatore di lenti a contatto difficilmente rinuncia a questa comodità… Questo purtroppo, nella vita reale, non accade, allora i consigli che possiamo dare sono: di ridurre ottimizzando il numero di ore di uso giornaliero; sciacquare più frequentemente le LAC con soluzioni saline sterili; utilizzare bagni oculari in modo tale da allontanare dal segmento anteriore dell’occhio eventuali agenti allergizzanti (pollini ecc.). Questi consigli sono il minimo che vi possono garantire un migliore confort e il meno complicazioni possibili.
23. Il cheratocono cosa è e come si corregge otticamente?
Cos’è il cheratocono? Come la parola stessa lo dice non è altro che una protuberanza un “cono” che si viene a formare sulla cornea, si tratta di un difetto patologico visivo abbastanza importante e serio. È un difetto degenerativo della cornea poco, e mal correggibile, con delle normali lenti da occhiali. Il cheratocono viene corretto bene con lenti a contatto gas permeabili o ibride e, nei casi più disperati, si interviene chirurgicamente sulla cornea. Dopo la sua identificazione, grazie a una topografia corneale computerizzata, è importante scegliere la “geometria” della lentina RGP che dovrà essere applicata per “prima” e valutare i risultati visivi e il grado di sopportabilità sulla cornea. L’oftalmologo e lo specialista in contattologia avanzata troveranno la soluzione più opportuna per compensare bene questo difetto visivo e ridonare una normale qualità della vita.


24. L’astigmatismo si corregge con le lenti a contatto?
L’astigmatismo è un problema visivo decisamente più importante nel senso che non può essere corretto in maniera grossolana, necessita di una correzione più precisa. Si tratta di una irregolarità della superfice corneale che risulta essere “torica”. Tanti soggetti astigmatici si pongono sempre il quesito se possono o non possono portare le lenti a contatto. Tutt’oggi chi ha un astigmatismo basso e medio non ha grossi problemi ad affrontare una qualsiasi soluzione con lenti a contatto: ci sono varie opportunità da quelle giornaliere alle mensili che correggono sufficientemente l’astigmatismo corneale. Per casi di forti astigmatismi in casi limite si ricorre a lenti cosiddette “semirigide” ovvero lenti gas permeabili. Ovviamente se l’uso è intensivo e quotidiano, è indispensabile la massima attenzione nella manutenzione per poter garantirsi una visione perfetta evitando qualsiasi complicazione patologica.
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